Tutti parlano di cambiamento, perchè non ora?

Tutti parlano di cambiamento, perchè non ora?

Ho iniziato la mia esperienza politica a Sirmione nel 2009, candidandomi a soli 26 anni, risultando il secondo più votato della lista. Ho sentito fin da subito una forte responsabilità verso chi mi aveva dato fiducia, quindi ho sempre affrontato con costante impegno il mio ruolo di consigliere di opposizione. L’ho fatto attraverso nuovi strumenti, nuove tecnologie, ma anche attraverso metodi più tradizionali come gli incontri con i cittadini, il giornalino e quant’altro.

La mia voglia di contribuire allo sviluppo del paese non è mai venuta meno, anche dai banchi dell’opposizione, ottenendo dei risultati che ritengo non trascurabili, come la revisione del regolamento edilizio, sempre nell’ottica della crescita sostenibile. Soprattutto, ho pungolato la maggioranza uscente sulla questione della trasparenza, pretendendo ed ottenendo la pubblicazione dei bilanci comunali sul sito, nonché l’apertura di uno spiraglio sulla gestione della Sirmione Servizi. Questo poteva fare un consigliere comunale che sta all’opposizione, ma sono tanti i progetti innovativi che vorrei attuare, con la voglia di contribuire e migliorare Sirmione.

Provare a proporre qualcosa di nuovo, imparando dagli errori fatti. E’ questo lo spirito con cui mi sono mosso in vista delle prossime elezioni. Così ho cercato di lavorare insieme ai consiglieri di opposizione per costruire un percorso chiaro e condiviso: lista civica unita e primarie per la selezione del candidato Sindaco del “Patto Civico”.

Tutti chiaro e tutto alla luce del sole. Così come lo è stata sin da subito la mia disponibilità a farmi nuovamente avanti, ma questa volta come candidato a Sindaco. Vedevo l’appuntamento delle primarie come un momento di massima democrazia e partecipazione, così ho palesato la proposta ai miei colleghi di consiglio, i quali hanno aderito con trasporto. C’erano tutti gli ingredienti: un gruppo che stabilisce le regole per far emergere il candidato a Sindaco attorno al quale concentrare il massimo consenso.

Queste erano le mie convinzioni. Poi il passaggio politico, con l’ufficializzazione della mia candidatura alle primarie civiche, votata a larga maggioranza dal circolo del PD di Sirmione. A quel punto le cose sono improvvisamente cambiate, la mia persona, e non quello che rappresento, sarebbe diventata un problema.

Volpi non può correre: riecco affiorare le solite logiche, le solite persone che si prodigano nel dispensare consigli e verità. Il verdetto però non lo può conoscere nessuno e l’unica cosa che per me conta sono le idee, i valori e la libertà che ognuno di noi porta con se. I miei sono chiari, limpidi, gli ultimi 5 anni di Consiglio Comunale lo dimostrano.

Volpi deve fare un passo indietro: la verità è che io non credo nei passi indietro, soprattutto quando a chiederlo sono le solite persone. Di passi indietro in questi 15 anni se ne son fatti fin troppi. Credo, invece, che si debbano fare numerosi passi avanti, sdoganandosi dalle vecchie logiche che hanno portato a perdere tre elezioni di fila. Dicono che non vincerò, ma è un rischio che corre chi vuole essere coerente con le proprie idee, che non è interessato ad ottenere una poltrona ad ogni costo, anche quello di farsi manovrare.

E’ per questo che proverò a candidarmi con una lista civica, fatta di persone che credono nelle mie stesse idee e nel mio progetto e non sono ancorate a vecchie dinamiche o a personaggi che vogliono semplicemente protrarre il loro sistema di potere, usando il bene comune a proprio vantaggio.

Pensavo che avrei condiviso questa scommessa di cambiamento con gli altri Consiglieri di minoranza, ma a tre mesi dalle elezioni ho scoperto che c’erano delle riserve. E’ evidente che le persone con cui ho lavorato per cinque anni si sono lasciate ammaliare dalle solite logiche, perdendo il coraggio di sperimentare nuove scelte.

A questo punto diventerebbe una farsa partecipare alle primarie, perché l’ordine di scuderia sarebbe quello di far fuori Volpi, e non di votare per il candidato che si preferisce.

Si rompe quindi il rapporto di fiducia con gli altri Consiglieri di minoranza ed oggi parte il mio impegno in prima persona per provare a costruire un vero cambiamento, un’alternativa credibile e seria, con persone che credono nelle idee di solidarietà, sostenibilità e legalità.

Sarà un gruppo civico, perché sono da sempre convinto sia il modo giusto per valorizzare i cittadini che si prestano ad un lavoro per la propria Comunità, perché parliamo di Sirmione e non delle dinamiche nazionali.

E’ ora di osare, di dare nuova speranza per il futuro. E’ ora che una nuova generazione si misuri con i problemi di tutti i giorni, con l’amministrare la cosa pubblica, sostenuti dall’esperienza di chi ci ha preceduti, ma proponendo ricette nuove. Parole poco conosciute, come “smart city” o “democrazia digitale”, devono essere il volano di un nuovo sviluppo per la Nostra Sirmione. Innovare è la chiave per uscire dalla crisi.

Vedo la competizione elettorale che ci accingiamo ad affrontare come la possibilità di un confronto sereno di idee e di programmi, senza aggressioni verbali, offese e attacchi di natura squisitamente personale. Lo farò insieme ai miei amici, a chi segue il mio lavoro in consiglio dal 2009, ai 610 fan che mi seguono su Facebook, ai lettori del nostro giornalino e a chi contribuirà alla stesura del programma su www.dialoghipersirmione.it.

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